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Copernico

Attraverso la rivoluzione scientifica vennero abbondati alcuni presupposti e credenze che hanno fatto parte della cultura dell'uomo per molti anni fino alla rivoluzione copernicana, come la Teoria Aristotelico Tolemaio, ritenuta, dal Santo Uffizio, più attendibile e più vicina ai canoni cattolici.

Uno scienziato pisano, Galileo Galilei, a seguito degli studi esposti nella sua opera "Sidereus Nuncius", dimostrò la validità del sistema copernicano, ossia della teoria eliocentrica, che prevede il sole al centro del sistema solare.

Facendo riferimento a questi due sistemi, Leopardi propose un'Operetta morale, attraverso la quale, con tono ironico, affronta il tema della nullità dell'uomo e critica le filosofie che ponevano il genere umano al centro dell'universo. In questo dialogo, intitolato “Il Copernico”, articolato in quattro scene, Leopardi immagina vivaci battute tra l’Ora Prima e il Sole, il quale, inseguito alla rivalutazione del sistema eliocentrico, si vuole sottrarre al suo doveroso lavoro giornaliero di sorgere e tramontare, visto che è stato degradato dall’astronomo Copernico.

Costellazione dei Pesci

umano al centro dell'universo. In questo dialogo, intitolato “Il Copernico”, articolato in quattro scene, Leopardi immagina vivaci battute tra l’Ora Prima e il Sole, il quale, inseguito alla rivalutazione del sistema eliocentrico, si vuole sottrarre al suo doveroso lavoro giornaliero di sorgere e tramontare, visto che è stato degradato dall’astronomo Copernico.

La scena prima è ambientata nel palazzo del dio Sole, dal quale alle prime ore del giorno usciva col suo carro, trainato da quattro cavalli, per percorrere la volta celeste. L'astro, stanco della propria attività, decide di terminare il proprio compito, lasciando che la Terra, da sempre ritenuta centro dell'Universo, si muovesse attorno a lui : "[...] venga esse intorno al focolare, e non che il focolare vada dintorno alla casa [...]" e con queste parole il Sole comunica la sua irrevocabile decisione all'Ora prima, incaricandola di portare al suo cospetto uno scienziato, che avrà il compito di diffondere tale notizia. Nella seconda scena Leopardi introduce la figura di Copernico, che , preoccupato per il mancato arrivo del sole scruta il cielo con "un cannoncello di carta; perché non erano ancora inventati i cannocchiali", ma la sua attenzione viene distolta da un batter d'ali.

Nella scena terza l'Ora Ultima comunica a Copernico la decisione del sole e lo invita a recarsi al palazzo dell'Astro per ascoltare le disposizioni di questo sul nuovo moto che la Terra dovrà affrontare tutti i giorni. Nell'ultima scena il Sole espone la propria convinzione a Copernico, chiedendogli di comunicare al mondo tale notizia, ma lo scienziato non accetta di buon grado la scelta dell'Astro, in quanto è convinto che la Terra non lascerà il suo trono per muoversi attorno al Sole "per grande che sia la potenza della filosofia, non mi assicuro che ella sia grande tanto, da persuadere alla Terra di darsi a correre, in cambio di stare a sedere agiatamente; e darsi ad affaticare, in vece di stare in ozio", inoltre tale cambiamento non avrà solo conseguenze materiali" [...] che il fatto nostro non sarà così semplicemente materiale, come pare a prima vista che debba essere; e che gli effetti suoi non apparterranno alla fisica solamente: perché esso sconvolgerà i gradi delle dignità delle cose, e l’ordine degli enti; scambierà i fini delle creature; e per tanto farà un grandissimo rivolgimento anche nella metafisica [...]".

Alcune pagine del manoscritto

Nonostante ciò il Sole non sembra voler cambiare idea, anzi afferma di esser disposto di non esser l'unico nel suo genere ed invita Copernico, che è ancora preoccupato per le conseguenze di quel gesto, a dedicare la propria opera al papa.

In questo modo, ti prometto che né anche hai da perdere il canonicato."Ponendo il mondo terrestre ed il mondo celeste l'uno di fronte all'altro, Leopardi esamina la posizione dell'uomo nell'universo e la causa di questa sua condizione, ossia l'affermazione del sistema copernicano.

Analizzando   quest'operetta possiamo dedurre  che   rivoluzione copernicana non ebbe dei risvolti solo materiali, ma anche etici, in quanto l'uomo, divenuto consapevole dell'immensità del cosmo, prende concezione della propria fragilità e dei propri limiti, trasformandosi  da centro dell'universo, ad  una parte infinitesimale di un sistema infinito.

 


A cura di

Rosa Maria Taddeo V G

 

 

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